È sufficiente una gita
da turista con autobus di prima classe attraverso gli
stupefacenti scenari montani del Chiapas per accorgersi della
realtà drammatica delle popolazioni indigene. Non occorre
snocciolare una sequela infinita di indici di sottosviluppo per
dimostrare come la situazione economico-sociale del Chiapas non
sia migliorata significativamente negli ultimi decenni.
Il Chiapas è
geograficamente posizionato in una zona di rilevante importanza
strategica, sia per il Messico che per gli Stati Uniti, in
quanto costituisce il corridoio naturale verso L'America
Centrale. È inoltre ricco di risorse naturali (petrolio,
uranio, legno, carbone,acqua) e fornisce oltre la metà del
fabbisogno messicano di energia elettrica; tuttavia,
paradossalmente, la maggior parte delle comunità contadine di
questo Stato non sono rifornite di elettricità. Sintetizziamo
sull'argomento citando l'autorevole settimanale
liberista The Economist: «la ricchezza [del Chiapas] ha avuto
la tendenza a finire direttamente nei forzieri del Governo o
nelle tasche dei latifondisti».
Il movimento zapatista dichiara di essere un «esercito di pace»,
formato da guerrieri che non credono nelle armi. Queste sono
impugnate soltanto per difendere i territori presidiati sia
dall'esercito che da commandos paramilitari sovvenzionati dai
latifondisti ma per la verità la resistenza delle comunità ha
sempre assunto, fino ad oggi, caratteri di resistenza passiva e
non violenta. Attraverso questa strategia basata sull'iniziativa
politica, gli zapatisti si sono
assicurati oggi uno status quo nel quale sostanzialmente le
comunità,
organizzate nei Municipi Autonomi, convivono come forme
tollerate di
autogoverno con i municipi ufficiali.
L'ultima visita di paviainseriea in Chiapas risale alla prima
settimana di novembre 2003: siamo giunti a Morelia, sede del
caracol competente per territorio per incontrare la Giunta del
Buon Governo a cui fa capo il Municipio Autonomo 1° de Enero
con cui l'associazione paviainseriea è gemellata. La JBG
Corazon de l'arcoiris de nuestra esperanza (ex aguascalientes di
Morelia) è composta di 14 rappresentanti delegati dei 7
municipi autonomi della zona, eletti tra i membri dei consigli
municipali zapatisti di ogni municipio.
Nella nostra successiva permanenza presso le diverse Comunità
decentrate componenti il Municipio Autonomo 1° de Enero,
abbiamo avuto
modo di incontrare tutta la popolazione (donne, uomini e
bambini) attraverso le assemblee di base indette in ogni Comunità
al fine di incontrarci. Nelle assemblee, dopo l'iniziale
preghiera, l'inno messicano, l'inno zapatista e l'inno
dell'educazione zapatista ci vengono illustrate le necessità
che sono molteplici: presidi medici, materiale scolastico,
elettricità ed acqua potabile, risorse ancora in gran parte
carenti nella zona.
A nostro avviso ci troviamo innanzi ad un fondamentale fronte di
lotta contro l'ingiustizia globalizzata. Appoggiare agli
zapatisti non è un problema umanitario ma politico: se gli
zapatisti vincono, allora la speranza in un mondo migliore per
tutti i popoli del mondo potrà faticosamente sopravvivere. Se
questi gruppi di indigeni ribelli perdessero, questa sconfitta
potrebbe avere ripercussioni drammatiche su tutti i movimenti
che si ribellano ai dettami della politica neoliberista e
ritardare di decenni la lotta contro l'ingiustizia intutto il
mondo.
Gli appoggi disponibili sono estremamente ridotti e, per questa
ragione, riteniamo che occorra una mobilitazione generale in
Italia per aiutare questi compagni. Va sottolineato che l'aiuto
a queste forme di resistenza, così come ve lo stiamo
proponendo, si caratterizza per l'assenza di forme
d'intermediazione o di direzione da parte del benefattore, così
come la completa assenza di costi amministrativi per la gestione
degli aiuti. Le risorse che raccogliamo vengono inviate
direttamente dal nostro conto corrente ai referenti degli organi
politici controllati dalle comunità (e cioè il conto corrente
della competente Giunta del Buon Governo) e i progetti di
sviluppo prevedono la completa autonomia decisionale delle
comunità beneficiarie attraverso le competenti forme di
autogoverno (Municipi Autonomi e Consigli di Comunità). Si
tratta quindi di un aiuto che può essere verificato da parte
nostra nei suoi risultati pratici, anche attraverso costanti
contatti e visite presso le comunità, ma che parte in forma
completamente incondizionata. Questa scelta deriva dalla fiducia
che riponiamo nella capacità di autogoverno delle comunità
zapatiste (e, in generale, in tutte le forme di autogoverno).
Per queste motivazioni politiche tutti gli amanti della libertà
si devono attivare per sostenere questa lotta. Sinceramente,
anche osservare i bambini a piedi nudi nel fango che ti guardano
e ti sorridono fa molto UNICEF e può aiutare a scuotere le
coscienze, ma ricordiamoci che la scelta di aiutare questo
popolo in questo momento è soprattutto una scelta politica
alternativa al potere.
Marco Gastoni (Presidente associazione Paviainseriea) estratto
dall'articolo apparso sul n.196 della Rivista A (Febbraio 2004).